Prenota una visita

Chiama senza impegno per un primo contatto telefonico oppure scrivi una mail, sarò lieto di risponderti

Telefono
+39 3929542872

Email:
caletti.matteolu@gmail.com

3 anni ago · · 0 comments

L’ Ansia, come può essere rassicurante? Il paradosso del tempo.

 dalimontremolle

Trattare il problema dell’ansia e dello stress correlato al lavoro come disturbi individuali, nell’epoca contemporanea, è diventata una questione di salute pubblica.

L’istituzionalizzazione della precarietà lavorativa e l’impossibilità, per molte persone, di formulare piani a lungo termine; la difficoltà nel mantenere il proprio stile di vita; la tempesta mediatica di informazioni e la reperibilità costante tramite cellulare; questi ed altri sono elementi che contribuiscono ad alimentare la percezione di un mondo caotico ed imprevedibile. Di fronte a queste condizioni, presenti oggettivamente nella vita di molte persone, curiosamente gli esseri umani reagiscono con dei sentimenti primordiali.

L’ansia e lo stress non sono infatti fenomeni indesiderabili in senso assoluto: a livello fisico e mentale sono fenomeni che ci preparano ad affrontare dei pericoli. Il problema sorge quando questi stati di attivazione fisica e mentale (palpitazioni, tensione muscolare, dolori di stomaco, inappetenza, pensieri ricorrenti, rimuginare, etc…) rimangono costanti nel tempo.

L’ansia e lo stress, sono infatti indissolubilmente legati alla dimensione del tempo. La persona in stato d’ansia vive nel futuro, rincorre il tempo.

Questo è un elemento comune con l’altra faccia della medaglia: tutta la sfera di sentimenti come la malinconia e la nostalgia, che si provano nella depressione mentre si rincorre uno stato di benessere passato.

Tornando allo stato d’ansia e allo stress, osservarli attraverso la lente del tempo li restituisce a questioni più sociali e relazionali che individuali.

Certo l’individuo sperimenta i sintomi, ma è nel contesto che questi si costruiscono. La reazione individuale può anche essere buona, alcuni individui rendono meglio in situazioni stressanti, ma come dobbiamo tristemente constatare, questo non vale per tutti. La difficoltà sorge quando questi contesti vengono interiorizzati come negativi, minacce costanti. Il lato paradossale è che anticipando il negativo, facendo previsioni catastrofiche, in qualche modo si trova una sicurezza: se il peggio accade era come avevo previsto, se non accade si va avanti. Quando un problema è isolato si può reagire, ma quando viene percepito come una costante, l’unica soluzione diventa continuare a prevedere il peggio a tempo indeterminato.

A logica la soluzione all’ansia e allo stress sarebbe agire sui contesti relazionali, ma realmente questo è spesso difficile.

Certamente è desiderabile intervenire direttamente nei luoghi in cui le tensioni sorgono, come lavoro e spazi vitali, e affrontarle in loco o con tutte le persone coinvolte. A volte questo è purtroppo impossibile, ma si può sempre cambiare il mondo in cui il contesto viene percepito e i sentimenti ad esso collegati, tenendo sempre in considerazione il tempo in senso esteso (personale, lavorativo, famigliare, sociale) che la singola persona sta vivendo.


Bibliografia:

G.Bateson (1972) Verso un Ecologia della Mente. Adelphi.

L.Boscolo, P.Beltrando (1993) I tempi del tempo. Bollati Boringhieri

M. Selvini-Palazzoli, L.Boscolo, G.Cecchin, G.Prata (1975) Paradosso e Controparadosso. Cortina Editore.

Categories: Ansia e Depressione

Lascia un commento